Remo Salvadori – dal 25 ottobre 2024 al 18 gennaio 2025, BUILDING – Milano

Remo Salvadori
24.10.2024 – 18.01.2025

Opening: giovedì 24 ottobre 2024, dalle 17 alle 20

 

In occasione del settimo anniversario di apertura della galleria, dal 25 ottobre 2024 al 18 gennaio 2025, BUILDING ospita Remo Salvadori, mostra personale dedicata all’artista che ha inaugurato al pubblico gli stessi spazi nell’ottobre del 2017. L’esposizione si snoda nei tre piani espositivi e sulle facciate esterne della galleria: l’architettura che racchiude le opere di Salvadori assume le qualità di un corpo vivente, sul quale l’artista interviene con una serie di opere concepite come interventi di agopuntura, azioni benefiche che si immettono nello spazio di BUILDING.

Questa esposizione si inscrive nel lungo percorso di ricerca che Remo Salvadori porta avanti dal 1971; le opere offrono la loro singolarità per costituire un organismo coeso che abita i piani della galleria in un dialogo tra forma e materia, tempo e spazio, azione e meditazione.

Ad annunciare la presenza dell’artista fin dall’esterno è l’opera site-specific Nel momento (2017) – un lavoro seminale nella poetica di Salvadori sin dal 1974 –, che crea una composizione di cinque elementi in stagno sulla facciata della galleria verso via Monte di Pietà, ora superficie sensibile, nota che risuona nel contesto urbano. Inoltre la facciata che si rivolge nel cortile interno della palazzina, ospita un’opera composta da tredici elementi in piombo, che si offrono come uno sguardo verso l’alto e come punto riflessivo del percorso espositivo. Così come lo stagno delle opere opposte riflette la luce solare illuminando lo spazio circostante, quella in piombo la trattiene: le due installazioni creano in questo modo una dialettica legata alla luce che abbraccia l’intera architettura.

 

All’interno di BUILDING, le sculture dal titolo L’osservatore non l’oggetto osservato (2024) accolgono il visitatore al piano terra. Le opere, profondamente emblematiche della poetica dell’artista, prevedono una partecipazione attiva da parte dello spettatore e replicano il preciso punto di vista di coloro che hanno voluto prendere parte alla loro creazione. Il percorso espositivo prosegue con Non si volta chi a stella è fisso (2024), una maestosa opera site-specific in acciaio corten, costituita da cinque stelle sovrapposte che idealmente vanno a sostituirsi al pilastro centrale del piano terra. L’opera, che ripropone un caposaldo della ricerca dell’artista, è presentata in questa occasione in formato monumentale e diviene cardine della dinamica espositiva della mostra. A chiudere il piano terra, nelle nicchie, è esposto Alveare (2024), opera in rame che si sviluppa con la sua leggera verticalità evocando uno spartito musicale.

Se il piano terra è caratterizzato dalla presenza di Non si volta chi a stella è fisso, che con la sua mole funge da base – spirituale e fisica – per la mostra, il primo piano offre al visitatore l’incontro con il colore indaco e con la sostanza argento, soluzione inedita che l’artista stesso definisce “opera trovata nel respiro di un tempo lungo”. Il colore e il metallo presentati, fortemente sentiti da Salvadori e ricorrenti nella sua pratica, sono elementi per la prima volta giustapposti dall’artista in un’opera. Quest’ultima, intitolata Nove giornate (2024), è composta da sessantaquattro esagoni dipinti ad acquerello, in dialogo con dieci elementi in argento facenti parte del ciclo di opere Nel momento(2024). La selezione di opere ad acquerello prosegue nella manica lunga del primo piano con Triade (2024), acquarello su carta in più esemplari, disposti ad intervalli musicali.

Il secondo piano, focalizzato sul Vedersi vedere, è sommità del percorso ascensionale iniziato nel piano terra. Dopo la monumentalità dei primi due piani espositivi l’ultimo si offre allo sguardo come un luogo raccolto che invita a entrare in una relazione più intima con le opere: alcune Tazze (2023, 2024), tra cui quelle selezionate per la copertina della monografia dell’artista, edita da Skira, di imminente pubblicazione.
La loro figura – contenitore che assume al suo interno un contenuto – incarna per l’artista la dimensione più emozionale della relazione con il mondo: “Per me la tazza è la possibilità di relazione con gli altri, la possibilità di passare da uno stadio illusorio bidimensionale a uno stato reale, a più dimensioni”.
Insieme alle Tazze, al secondo piano si offrono altre opere, alcune realizzate appositamente per la mostra: L’osservatore non l’oggetto osservato (2024) sulla misura di un infante, Vedersi vedere (1996/2019), Alveare (2024), Non si volta chi a stella è fisso (2024) e Nel momento (1998).

La mostra comprende tipologie di lavori, frutto di un sapere, di un’attitudine compositiva e una disciplina rigorosamente praticata. I sette metalli puri e le loro corrispondenze e simbologie accompagnano costantemente Salvadori nella sua ricerca e pratica d’arte: essi richiamano una dimensione metamorfica e spirituale. Le opere in mostra presso BUILDING, sebbene possano richiamare un universo barocco e misterioso, si risolvono sul piano formale in una essenzialità rara.

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